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Silvia Grazioli

L’IMPORTANZA DEL MATERIALE NEL RICORDO

“Avere cura delle cose belle”, ecco come posso riassumere questa commissione di stampe completa di scatola in legno personalizzata per Letizia e Roberto (vedere i loro volti pieni di meraviglia, come se tra le mani avessero un tesoro prezioso… mi fa sentire fortunata e piena di gioia per il lavoro che faccio!!)

Quando si pensa di commissionare ad un fotografo un servizio, al giorno d’oggi la prima associazione che viene in mente è: “bene, avremo le nostre fotografie… ce le invierà via WeTransfer o su chiavetta usb?”. Certo, nessuna polemica sul digitale e la tecnologia… ci ha migliorato la vita da un lato,  grazie alla sua velocità e infinità di archivio in poco spazio. Ma d’altro canto toglie l’esperienza che reputo la più importante quando ti trovi dinanzi ad un’immagine: l’emozione tattile di aprire una scatola, di sentire la consistenza della carta, la sensazione di avere tra le mani qualcosa di tangibile e di finito. Non a caso la fotografia è nata in primo luogo per conservare ricordi, per l’incredibile bisogno di fermare momenti della realtà e custodirli per sempre.

Quando scatto per un servizio di coppia penso a quanto potrebbe essere speciale per loro riaprire quella scatola e riguardare quei ricordi unici, magari dopo qualche anno e sorriderci sopra… tra un sospiro di nostalgia e un abbraccio di tenerezza.

Il bello di essere “attaccata alla tradizione” non è per forza sinonimo di antiprogressista (in senso negativo del termine), anzi. La tradizione ci insegna che bisogna “tornare alle origini” sul come conservare le fotografie; come quando i nostri genitori conservavano meticolosamente le fotografie di famiglia in vecchie scatole da scarpe o in giganteschi album.

Perché un’immagine non diventa indelebile nel ricordo -a tutto tondo- se non viene impressa su carta.

E’ lì che diviene fotografia, uscendo dall’immateriale dei files digitali.

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